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FrontexIl 13 ottobre inizia un’operazione di polizia europea su vasta scala indirizzata contro i migranti senza documenti. L’ennesima criminalizzazione delle persone in esilio.

È diventata ormai una tradizione: ogni volta che un Paese ottiene la presidenza dell’UE questo lancia un’azione di grande portata contro i migranti. Frutto del caso o meno, queste azioni portano dei nomi provenienti dal latino o dal Greco antico: Aerdromos, Aprhodite, Perkunas sono i nomi delle azioni intraprese rispettivamente durante le presidenze di Grecia, Cipro e Lituania.

Il 10 Luglio, a meno di due settimane dall’assegnazione della Presidenza dell’UE all’Italia, veniva annunciata un’operazione di polizia. L’azione è stata chiamata “Mos maiorum”, che significa letteralmente “costume degli avi”, espressione che si riferisce ai primi secoli della Repubblica Romana. Nessun media europeo – né di massa, né alternativo – né alcun responsabile politico ha fatto pubblicamente riferimento a Mos maiorum. Concretamente, dal 13 al 26 ottobre, circa 20.000 poliziotti saranno mobilitati in azioni di controllo crescente in aeroporti, stazioni dei treni ed autostrade fino ad arrivare ad eseguire perquisizioni. L’obiettivo principale è di avere una visione più precisa delle rotte di migrazione e di fermare il più maggior di migranti senza documenti possibile.

L’azione è presentata come un mezzo di prevenzione contro il crimine organizzato e il traffico degli esseri umani, ma l’esperienza ci insegna che si tratta di una scusa. Nelle azioni passate, nessun migrante è stato davvero arrestato, mentre delle persone senza documenti sono state portate nei c.i.e. (centri di identificazione ed espulsione) prima di venire espulse. A questo si deve aggiungere che l’Europa tramite tali azioni intende estendere il data base di Frontex e dell’Europol.

I rifugati sono considerati come una minaccia. I nuovi flussi di migrazione sono presentati come un problema per la sicurezza e causa dell’aumento della criminalità mentre sono mere conseguenze delle guerre e dei conflitti in atto nel mondo, specialmente in Medio-Oriente e Africa.

E’ dai tempi dalla Seconda Guerra mondiale che non si registrava un numero così elevato di rifugiati. Le Nazioni Unite parlano di circa 51 milioni di persone in esilio, nel solo 2013 le cifre ammontavano a 17 milioni di persone. In Europa siamo convinti che i rifugiati del mondo intero venganoda noi; in realtà, nel 2013, ci sono state appena 435.385 domande d’asilo in tutti i 28 Stati membri dell’UE messi assieme. Una bazzecola insomma…

Inoltre, l’Europa costituisce la destinazione più pericolosa per le persone che migrano. Secondo un’inchiesta, dal 2000 in poi, almeno 40.000 persone hanno perso la vita venendo in Europa. Il mar Mediterraneo è diventato un cimitero. A causa della Fortezza europea.

I paesi europei e l’Unione Europea hanno investito diversi miliardi di euro per proteggere le proprie frontiere. Nella zona cuscinetto attorno all’UE, sono stati investiti circa 2 miliardi di euro. Nel 2013, Frontex ha ricevuto non meno di 85 milioni di euro. L’anno scorso, l’Europa ha lanciato Eurosur, un sistema di sorveglianza delle frontiere, che riceverà nei prossimi 6 anni, 250 milioni di euro di spese di funzionamento.

Le quantità di telecamere e i chilometri di reti di recinzione sulle frontiere europee sono una vera esagerazione. Sono state ingaggiate decine di migliaia di guardie alle frontiere, dalla Bulgaria alla Spagna. In Paesi come il Regno Unito, l’Ungheria e l’Austria, i rifugiati vengono chiusi in celle. In Grecia e a Malta, in Polonia e in Bulgaria vengono rinchiusi addirittura i richiedenti asilo minorenni.

Le politiche di sicurezza e di criminalizzazione intraprese dall’Europa e azioni come Mos maiorom, costituiscono una violazione della Convenzione europea per la protezione dei diritti dell’uomo e rappresentano una violazione delle libertà fondamentali, della Convenzione di Ginevra e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in particolare del diritto alla libertà e alla sicurezza.

Secondo alcuni ricercatori e alcune organizzazioni di rifugiati,in realtà sono i trafficanti che traggono vantaggio dall’attuale politica europea. Dal momento in cui una rotta è chiusa, i trafficanti ne trovano di nuove, più pericolose e più costose per i migranti. Va da sé che bisogna lottare fermamente contro i trafficanti. Ma non sono delle azioni come Mos maiorum ciò di cui abbiamo bisogno. Esistono leggi a sufficienza a livello statale ed europeo per lottare contro la criminalità. La polizia e la giustizia devono agire meglio. I grandi leader del traffico umano circolano liberamente e noi sappiamo chi sono.

Milioni di persone sono in fuga a causa delle guerre in atto, ma recentemente è aumentato anche il numero dei rifugiati dovuti alle catastrofi naturali. I miliardi di euro che sono attualmente spesi per proteggere le frontiere potrebbero essere utilizzati per prevedere tragitti legali verso l’Europa. Rendendo sicure le vie d’accesso non non soltanto saranno salvate delle vite, ma si renderà più efficace anche la lotta contro i trafficanti.

La politica europea attuale percepisce i migranti come una minaccia, ma senza di loro, l’Europa si troverebbe in una crisi ancora più profonda. Decine di rapporti e di studi recenti dimostrano difatti che i migranti rivestono un ruolo cruciale nell’economia europea. Nel Regno Unito, ad esempio, i migranti hanno contribuito allo sviluppo dell’economia per una somma pari a 32 miliardi di euro. Nel nuovo governo svedese, tre ministri provengono dall’immigrazione. Aida Hadzialic è arrivata all’età di 5 anni come rifugiata proveniente dalla Bosnia e, a 27 anni, è il più giovane ministro del governo. I migranti sono delle persone volenterose, ma l’Europa oggi non dà loro nessuna possibilità, mentre invece ne avrebbe realmente bisogno.

Bleri Lleshi è filosofo e autore di diversi libri

https://blerilleshi.wordpress.com

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@blerilleshi

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