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Home for Christmas – Hjem til jul

Bent Hamer

Norvegia-Svezia-Germania, 2010

Provo dei sentimenti contrastanti sulla festa del Natale. Da piccolo, visto che tutto comincia lì, non sono cresciuto in una famiglia religiosa. Ma il Natale era un fatto culturale. Era la grande festa, la cena in cui si ritrova tutta la famiglia una volta all’anno, la sua preparazione, l’attesa impaziente del suo arrivo. Poi il fascino che esercitano i regali sui bambini. Ne sono sempre meravigliato, ma allo stesso tempo mi preoccupa l’esserne ‘obbligato’. Ovunque tutto è talmente incentrato sul Natale che non ci si può più estraniare. Checchè se ne dica, Natale è inevitabile.” Con queste parole il regista norvegese Bent Hamer dipinge l’atmosfera natalizia, punto focale del suo ultimo lungometraggio. Home for Christmas in effetti riporta fedelmente sul grande schermo questo conflitto. Da una parte regnano la semplicità, la pietà, la voglia di stare insieme; dall’altra l’ipocrisia di chi specula sul tutto.

Dopo una breve sequenza introduttiva, solo apparentemente slegata dal resto del film, siamo immersi nella città norvegese di Skogli la sera del 24 dicembre. Qui diversi personaggi si preparano, ognuno a suo modo, al Natale. Un giovane ex-marito geloso che vuole ad ogni costo portare i regali ai suoi figli, un bambino di famiglia cattolica che si finge disinteressato al Natale per far colpo sull’amica musulmana, una coppia adulterina in rotta, un dottore costretto a lavorare dal turno di guardia, una coppia di emigranti in viaggio per la Svezia con la macchina in panne, due sposi attempati che sfidano evidenti problemi di deambulazione per essere puntualmente insieme per la festa ed infine un mendicante alcolista che cerca di racimolare quanto basta per pagarsi un biglietto ferroviario per tornare a casa. Personaggi in parte ispirati ai racconti dello scrittore norvegese Levi Henriksen.

Tutte queste storie continuamente si intrecciano in un grande racconto “collettivo”. La macchina da presa ne segue i movimenti singhiozzando da una all’altra senza gerarchie di sorta. Hamer ci propone ancora una volta una grande antologia delle debolezze umane, che ci mostra con voyeurismo e – sopratutto – con sarcasmo. Lo stesso portamento di Kitchen Stories (Salmer fra Kjøkkenet, 2003) e O’ Horten (2007) sicuramente possiamo riconoscere anche qui; un montaggio fatto si salti velocissimi e pause inaspettate; un approccio dolcissimamente musicale. Per gli amanti del cinema pacato e riflessivo insomma. Ma allo stesso tempo ho trovato il film più aperto verso stilemi finora “inediti” nel mondo di Hamer. La sequenza iniziale per esempio, una sorta di prologo apparentemente incoerente col resto della narrazione e che lascia il pubblico sospeso in attesa di una sua risoluzione. Fa pensare di striscio agli esperimenti di un certo cinema americano contemporaneo. Ai fratelli Coen per esempio? Da prendere un po’ con le pinze: la soluzione arriverà puntualmente nel finale. Non dimentichiamoci che è Natale.

Di solito se devo vedere un film di Natale mi preparo al peggio. Perché il cinema non è affatto immune dal delirante anelito di consumismo che si fa strada nelle coscienze degli uomini ogni anno coi primi freddi. Cinepolpettoni piuttosto che cinepanettoni (per il pubblico internazionale: si tratta di produzioni cinematografiche italiane tipiche del periodo natalizio, basate sulla reiterazione di sketch dalla comicità a dir poco scadente e sulla volgare esibizione di nudità femminili) in cui l’amor cristiano cede il passo al buonismo spicciolo. Home for Christmas è stato una vera sorpresa. Un augurio sincero a chiunque avesse intenzione di vederlo di poterne apprezzare il messaggio di speranza. Che sia o non sia Natale e ovunque vi sentiate a casa.

Claudio Santancini

More information:

http://www.nfi.no/english/norwegianfilms/show.html?id=1105

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